Saints and the city o il brusio degli angeli

Saints and the city o il brusio degli angeli dal 6 ottobre a Milano

L’interesse di Serena Giordano per i santi è nato nel 2006 quando, dopo una visita al Santuario di Santa Rosalia sul monte Pellegrino a Palermo, ha cominciato a riflettere non tanto sulla religione ma sulla devozione. Da alcune considerazioni sull’argomento è nata una prima installazione, People have the power! (2007) realizzata a molta distanza dal santuario siciliano, in occasione del Social Forum di Helsinki.  In questo primo lavoro, Serena Giordano sottolinea la potenza della fede (religiosa, ma anche legata a ideali laici) capace di compiere miracoli. Nel 2008, con Alessandro Dal Lago, l’artista pubblica Fuori cornice, l’arte oltre l’arte (Einaudi, Torino), un saggio in cui un intero capitolo è dedicato all’arte votiva, compresa quella contemporanea, decisamente poco nota. 
Nella primavera del 2009, Santa Rosalia appare ancora in Finlandia alla Visu Gallery di Kokkola: The contemporary Miracles of Saint Rosalia (fotografie, video e installazioni) racconta di una santa anarcoide e trasversale che si allea con marginali e antieroi. La mostra si sposta poi, nell’autunno dello stesso anno, a Palermo al Centro d’arte Piana dei Colli, a cura di Giulia Ingarao.
Saints and the city è una raccolta di immagini sul tema del sacro, nel senso più ampio possibile. Il rapporto con il sacro è declinato nelle sue molteplici formule: dalla Madonna che guarda con tenerezza il registratore di cassa di un piccolo bar di Napoli (e, nel suo sguardo, concentra tutta l’umanità di quel luogo perduto nei vicoli) alla spiaggia di Santa Monica, in California, insolitamente coperta di croci, a ricordo di tutti i morti della guerra in Iraq (americani e iracheni, militari e civili).
Poi, tra gli altri, gli angeli di Montreal, spogliarelliste volanti dipinte sulla facciata di un locale assai profano. In una rôtisserie parigina, compare Saint Pâté appoggiato su un cuscino di velluto, protetto da una teca di vetro e circondato da un’aureola di raggi dorati: warholiano simbolo dell’opulenza e dell’orgoglio francese. Nella bella Piazza Magione di Palermo si può assistere a un incontro/scontro molto particolare: Dio in persona, dipinto sulla facciata di un edificio, sorge gigantesco e vivissimo dal prato. Poco più in là, vero simbolo della Chiesa, un cardinale dorme il suo sonno decisamente dogmatico. Queste e altre immagini sono incapaci di ogni connotazione retorica, proprio grazie alla loro presunta banalità e marginalità. Del tutto prive di spirito evangelizzante, riassumono e catalizzano esigenze profonde e desideri superficiali con lo stesso registro.

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