Il Cucchiaio d'Argento

Nel 1950, è Il Cucchiaio d’Argento dell’Editoriale Domus a lasciare un’impronta incancellabile nel settore della stampa gastronomica. Un titolo certo non scelto a caso, ma riferito all’augurante detto inglese “born with a silver spoon in one’s mouth” (nato con un cucchiaio d’argento in bocca). Ma non era la prima volta che la casa editrice di Gianni Mazzocchi debuttava nel settore. Durante gli anni della guerra, con l’Italia divisa in due, l’editore aveva infatti chiesto e ottenuto di stampare per le regioni del Nord Il talismano della felicità, il famoso libro di ricette di Ada Boni. Alla fine del conflitto, Mazzocchi chiese di acquistare i diritti per la pubblicazione del libro su tutto il territorio, ma non vi fu accordo sulla cifra richiesta. Poco tempo dopo l’editore dava alle stampe un libro di sua ideazione, appunto, Il Cucchiaio d’Argento, la posata che è simbolo di abbondanza, benessere, fortuna. Il titolo, stampato in argento, spiccava sulla copertina di tela blu. Da allora le edizioni si sono susseguite fino a raggiungere le oltre due milioni di copie vendute. La veste editoriale è mutata più volte e alcune edizioni degli anni Sessanta del Novecento vantano l’inconfondibile sovraccopertina disegnata dal francese Renato Gruau, uno degli artisti più brillanti del secolo e autore d’importanti e raffinate campagne stampa dedicate a griffe famose. Nel 1986 è stata disegnata da Bruno Munari, nel 1997 da Tullio Pericoli. Nel tempo, la caratterizzazione del cucchiaio e dell’argento si è “materializzata” sino a diventare più volte l’immagine di “copertina”.

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News & Comunicati

10/12/2011

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Press

La Repubblica 19/06/2011
Daily Media 29/04/2011